«Come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo». Lc 11,29-32. La vita è piena di segni. Tocca a noi leggerli. C’è chi vede delle tracce di senso nell’oroscopo, chi negli ufo, chi nelle carte. I segni sono tutti equivocabili. Soggettivamente si possono dare le letture più disparata agli avvenimenti della storia. Gesù si pone come segno, come discrimine della vita. È una scelta. Non ci sono segni inequivocabili, indubitabili. Però ci sono segni più o meno credibili. Segni che danno alla vita un gusto e uno spessore di un certa consistenza. Che non mi si venga a dire che è uguale riconoscere in Gesù il senso della storia o riconoscerlo nei tarocchi… c’è un abisso oggettivo! Gesù si pone come segno ma, come è avvenuto per Giona, c’è chi lo riconosce e c’è chi non lo riconosce. Occorre accettare anche l’incredulità. È una tentazione costante anche per noi credenti abdicare al Segno per segni più alla portata, più immediatamente rintracciabili. Perchè rimanere ancorati al segno che è Gesù? Perchè affonda la sua vita nella nostra stessa vita, non fa sognare, non fa evadere, ma riporta alla verità che l’unica affidabilità delle cose consiste nell’amore eterno del Padre! Buona giornata