«Se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario?». Mt 5,43-48. Qualche tempo fa, un giovane, un po’ lontano dalla fede, mi disse: “Ammiro e invidio l’ipocrisia dei cristiani!”. Mi fece molto riflettere. D’acchito mi diede parecchio fastidio perchè mi sembrava una via di mezzo fra l’ironia e l’insulto, poi, però, mi parve un attestato di stima assolutamente lusinghiero. Perchè? Perchè, effettivamente, un cristiano si trova spessissimo a vivere atteggiamenti e azioni diverse dal proprio sentire. Per un cristiano, il rispetto, la gentilezza, il sorriso, non devono essere legati al semplice sentimento ma al riconoscimento previo della dignità dell’altro. È chiaro, quindi, che un cristiano debba essere ipocrita, cioè con la maschera: è impossibile avere amore per tutti! Però, è bello coltivare questo amore per tutti! Penso, ad esempio, al pessimo spettacolo che ha dato Trump nel suo colloquio con Zelens’kyj: anche quando si possono avere pensieri e posizioni diverse è doveroso manifestare esteriormente modi più rispettosi. La diplomazia è una sorta di ipocrisia ma è molto più efficace della schiettezza e della sfrontatezza. Non occorre essere sempre trasparenti: l’importante è non accontentarsi della formalità ma far sì che la formalità diventi sempre più la sostanza! Anche questa è ascesi… Buona giornata