Sono stato qualche tempo fa nella foresta ecuadoriana: il missionario che ci guidava ci ha mostrato tante piante, alcune avevano frutti velenosi e altre commestibili. Gli alberi, di per sè, non sono nè buoni nè cattivi. I frutti, però, svelano le loro caratteristiche. Alcune piante, pertanto, sono giudicate pericolose per l’incolumità dell’uomo.

Gesù ha detto che noi siamo cattivi. Se dovessimo classificarci come alberi, dovremmo dire che siamo molto pericolosi per il sistema. Di fatto, osserviamo come dal nostro cuore escano facilmente cattiverie e malevolenze. A volte, senza nemmeno volerlo in maniera deliberata e consapevole…

Come ovviare? Come curare questo nostro cuore malato? Come produrre frutti buoni dal nostro albero cattivo? È possibile? In natura si fa regolarmente  questa operazione: si tratta dell’innesto! Si prende un albero sterile e gli si innesta un ramo di un albero buono. La pianta che ne deriva è di una forza e di una produttività incredibili!

Anche noi abbiamo bisogno di un innesto! Abbiamo bisogno che ci venga innestato Cristo! Solo Lui può sanare la nostra umanità povera e arrancante. Ed è proprio quello che avviene nei sacramenti: nel Battesimo avviene l’innesto e nell’Eucaristia la cura fertilizzante. Solo così, dal nostro albero cattivo, possiamo sperare una produzione di frutti buoni.