«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà». Nel tempo le cose stanno cambiando ma, devo ammettere, fino a qualche anno fa, anche come Chiesa, sottolineavamo molto l’importanza di alcuni aspetti riguardanti gli obblighi rituali – precetto festivo, digiuno eucaristico, astinenza dalle carni al venerdì di quaresima – e molto meno le logiche della giustizia e della misericordia. È evidente che le regole liturgiche sono molto più circoscrivibili e facilmente valutabili al fine di una retta adesione: uno che le pratica si sente giusto e chi deve controllare può tranquillamente dichiarare la conformità o no alla regola! Però. Però a Gesù è totalmente invisa questa logica di giustizia che dimentica la centralità dell’amore! Occorre vigilare molto su di sè per non entrare nel pensiero secondo cui, adempiuti certi precetti, ci si può ritenere degli arrivati… Certo è che Gesù, più avanti aggiunge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà sono “le cose da fare, senza tralasciare queste”. Non abbandoniamo le pratiche rituali: sono molto utili alla memoria di ciò che siamo! Ma non fermiamoci lì… la vita cristiana è sempre oltre! Buona giornata