Comunità della Beata Vergine del Bisbino

Cerca

Eventi

Gio Giu 20 @20:30 -
ADORAZIONE SETTIMANALE
Dom Giu 23
CORPUS DOMINI
Gio Giu 27
PIAZZA IN FESTA
Ven Giu 28
SERATA FINALE GREST
Sab Lug 20
PELLEGRINAGGIO SOCCORSO
Ven Lug 26 @21:00 -
S.ANNA

Condividi

Comunità

Powered by JoomlaGadgets

Home
Commento al Vangelo del 18/09/2011
Scritto da don Antonio   
Lunedì 19 Settembre 2011 06:47

Andate anche voi nella vigna.

L’uomo, che è peccatore, è molto portato a vedere il limite nell’altro e a sottolinearne gli aspetti più negativi. Dio che è santo vede “il bello” in ogni uomo: per lui tutti sono adatti a costruire il Regno dei Cieli. L’andamento della parabola (alcuni lavorano solo un’ora) ci fa capire che non solo la vigna ha bisogno degli operai ma che anche gli operai hanno bisogno della vigna. Il punto decisivo per la parabola non è il “quando” mi decido ma il “fatto” di decidersi. Stare in piazza o stare nella vigna è la discriminante della vita. La piazza è la vita senza Dio o con un rapporto con Dio non significativo. La vigna è lo spazio del divino dove l’incontro con Dio permette all’uomo di essere uomo fino in fondo. La paga decisa più sulla generosità del padrone che dal risultato ottenuto diventa simbolo di un impegno dove è più quello che ricevo che quello che do. Il punto di passaggio è l’invito del padrone. La parabola diventa per tutti e per ciascuno una riflessione sulla propria vicenda umana. Dove sono Io adesso? Che cosa sto facendo? Andate anche voi nella vigna. La parabola si muove in un clima ottimistico dove alla fine tutti gli invitati dicono il oro “sì”. Non posso essere io l’unico che resta ozioso in piazza.

 
Commento al Vangelo del10/09/2011
Scritto da don Antonio   
Lunedì 12 Settembre 2011 07:25

Non dovevi forse anche tu avere pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?

Il brano tratta una problematica che richiama da vicino quella di domenica scorsa. Pietro domanda a Gesù quante volte deve perdonare il fratello che pecca nei suoi confronti. La risposta di Gesù, di fatto, inaugura una modalità nuova di impostare le relazioni umane: Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. In quest’occasione Gesù racconta la parabola dei due debitori che fonda la teologia del perdono sulla presa di coscienza di quanto siamo perdonati dall’amore di Dio. Gesù ci insegna a non isolare quel frammento di storia nel quale noi subiamo un’ingiustizia. Lo dobbiamo leggere dentro una complessità nella quale, tante volte, anche noi abbiamo sbagliato e siamo stati perdonati da Dio. Non dovevi forse anche tu avere pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? Non possiamo dimenticare che ogni giorno preghiamo: rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori. La meditazione sull’amore di Dio diventa una forza nuova per vivere in un modo più evangelico la vicenda di ogni fratello che ci offende. Questa settimana pensiamo a Dio ogni volta che facciamo fatica a perdonare. Non dovevi forse anche tu avere pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?

 
Commento al Vangelo del 28/08/2011
Scritto da don Antonio   
Lunedì 29 Agosto 2011 06:53

Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.

La croce nella vicenda umano/divina di Gesù non è un particolare. C’è un disegno preciso che si radica nella misteriosa volontà trinitaria: doveva andare a Gerusalemme, soffrire molto… venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Questa scelta diventa molto chiara alla luce di un’altra parola di Gesù: nessuno ama più di colui che dà la vita. Anche l’Eucarestia che definisce il permanere di Gesù nella sua Chiesa attraverso i secoli è il mio corpo che è dato per voi… è il mio sangue versato per voi e per tutti. Diventa quindi una conseguenza logica che pure la vita del discepolo desideroso di seguire il maestro debba muoversi in questa direzione: Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Gesù qui dice una cosa importante: prenda la sua croce e mi segua. La sua croce è quella che ci pesa addosso in questo momento. Non è una croce generica; è quella che mi appartiene perché mi fa male adesso. E mi segua. Il prendere la croce non è un gesto nel quale resto schiacciato dal suo peso. Con la croce devo camminare sulle strade della vita per fare fino in fondo la mia parte. L’impegno per questa settimana allora è: Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.

 
Commento al Vangelo del 21/08/2011
Scritto da don Antonio   
Lunedì 22 Agosto 2011 07:24

Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. La risposta di Pietro a Gesù che domanda: La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo è di quelle che centrano perfettamente il problema. La verità su Gesù permette di fondare la verità su Pietro: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno su di essa. Capiamo chi è Pietro perché abbiamo capito chi è Gesù. Se la nostra verità su Gesù è parziale non riusciamo a fare verità neanche su noi stessi. Per noi la verità non è una teoria. Per noi la verità è una persona. Gesù dice . Io sono la verità Credere a una verità/persona vuol dire avere un rapporto nella verità con questa persona. Si crede non con la testa ma amando. Questa settimana vogliamo dire anche noi Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente e comportarci di conseguenza. Ce ne verrà sicuramente tanta luce per capire il senso della nostra vita e del che cosa dobbiamo fare.

 


Pagina 233 di 257

Design by Gabriele Della Torre / Script by Joomla! / Webmaster: - / Versione 1.5.4 / Licenza Creative Commons
Il contenuto di www.bisbino.it è concesso in licenza sotto la Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported.