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Presepio vivente a Piazza Santo Stefano
Scritto da Elena Della Torre   
Mercoledì 22 Dicembre 2010 16:07


Domenica 12 dicembre a Piazza Santo Stefano si è svolto il tradizionale presepio vivente:
grazie all’iniziativa di Don Giovanni Illia infatti è da qualche anno che si realizza questa bella manifestazione.


I mestieri del presepe vivente

Protagonista assoluta del Presepio vivente di quest’anno è stata la Frazione “la Valle”.
Il gruppo è partito dalla cappella di S. Anna in località Asnigo, per poi raggiungere la Via Piave
dove sono stati collocati, oltre alle belle scene del presepio, anche alcuni mestieri
che purtroppo stanno scomparendo.

C’è stata anche la possibilità di bere un buon vin-brulè offerto dagli abitanti della frazione.
Tutte le scene del presepio sono state preparate con cura ed attenzione, in una maniera splendida
anche con l’utilizzo di oggetti dei tempi che furono.

 

 

Sacra famiglia del presepe vivente

 

Guidati da don Simone, da un gruppo della cantoria e da due pastori
che suonavano la zampogna lungo il percorso si è potuto contemplare la divina maternità
di Maria per concludere con la nascita del Bambino Gesù.
Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno organizzato e
realizzato questa bella manifestazione. Il grande lavoro di allestimento
è stato svolto con passione ed intelligenza dai volontari di Piazza che hanno messo a disposizione tempo,
capacità e competenza per far rivivere l’evento che ha cambiato la storia del mondo.

Per vedere tutte le foto basta sfogliare l'album del presepio vivente di Piazza Santo Stefano.

Foto: Carlo Dotti

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Dicembre 2010 21:53
 
Commento al Vangelo del 19/12/2010
Scritto da Antonio Fossati   
Lunedì 20 Dicembre 2010 23:11

Il personaggio che viene in evidenza in questo brano è Giuseppe. La nascita di Gesù per opera dello Spirito Santo suscita in lui più di qualche perplessità. Matteo lo definisce uomo giusto che nel contesto ebraico dice una familiarità con Dio. Giuseppe nella ricerca di una soluzione parte proprio dal suo essere uomo giusto. Un sogno lo illumina sul mistero che si sta compiendo e sulla soluzione da adottare. La rivelazione che lo rassicura è introdotta dalle parole: non temere. Il progetto di Dio che si dispiega nel quotidiano della mia vita spesso spaventa anche me e anch’io ho bisogno delle parole rassicuranti: non temere. La morale sembra condannarci a una vita senza libertà, siamo tentai di giudicare l’more ai nemici come debolezza,  la croce appare in rotta di collisione con la gioia, la preghiera viene letta come un sottrarci alla responsabilità del fare. Non temere. Non temere un’esperienza integrale del Vangelo. Il divino accolto non è mai contro l’uomo ma la sua realizzazione. Questa settimana viviamo: Non temere

Ultimo aggiornamento Martedì 21 Dicembre 2010 11:41
 
TeleThon 2010 a Maslianico
Scritto da Gabriele Della Torre   
Giovedì 16 Dicembre 2010 12:37

TeleThon è il nome della maratona televisiva per la raccolta dei fondi a sostegno della ricerca contro le malattie genetiche ed in particolare contro la distrofia muscolare.

La raccolta dei fondi è iniziata a Maslianico con il concerto Gospel di Sabato scorso e continua con nuovi appuntamenti:

Palloncini di Telethon

Venerdì 17 dalle 08:00 alle 12:30

banchetto per la raccolta fondi presso la piazza del mercato.

Sabato 18 dalle 08:00 alle 17:00

Musica dal vivo presso la piazza del municipio: alla mattina con gli Anonimi del liscio ed al pomeriggio Dodo and friends.

Domenica 19 dalle 09:00 alle 12:30

Suonerà la Musica di Maslianico ed alle 12:00 i bambini lanceranno i palloncini.

 

I punti di raccolta fondi saranno posizionati in Piazza del Municipio e davanti alla chiesa di S. Teresa a Maslianico.

Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Dicembre 2010 12:59
 
Commento al Vangelo del 12/12/2010
Scritto da Antonio Fossati   
Lunedì 13 Dicembre 2010 10:40

Dal Vangelo secondo Matteo  Mt 11, 2-11

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.
In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

Giovanni è in carcere. Il bene che ha fatto agli altri non gli ha procurato approvazione e applausi, ma soltanto la prigione. Eppure la sua storia ci conferma che vale la pena, oggi come allora, di fare il bene anche se questo è il prezzo da pagare. Su un punto Giovanni chiede chiarezza. Egli ha bisogno di essere sicuro che Gesù rappresenta il compimento di quel movimento spirituale che  ha suscitato attorno a sé. La risposta di Gesù, ai discepoli di Giovanni, è chiara ed esaustiva: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il  Vangelo. E’ beato colui che non trova in me motivo di scandalo. Gesù si presenta come l’uomo dei fatti. L’amore quando c’è non può non portare frutto.

C’è una parola che vogliamo scegliere questa settimana perché sia lampada ai nostri passi, una parola che fa pensare e che deve essere capita.

“Beato è colui che non trova in me motivo di scandalo.”

Lo scandalo è l’ostacolo.

Spesso attribuiamo a Dio le nostre difficoltà. Gesù ci dice che siamo beati quando la malattia, le discussioni in casa, una preghiera non accolta come ci piacerebbe, una difficoltà imprevista non ci blocca e non ci toglie la voglia di impegnarci. Gesù c’e’ sempre anche nei passaggi più difficili della vita. Oggi ci chiede di essere come lui, segnati da una fede che giorno per giorno ci fa essere fecondi.

Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Dicembre 2010 11:46
 


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