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Commento al Vangelo del 13/02/2011
Scritto da don Antonio   
Lunedì 14 Febbraio 2011 07:51

Ma Io vi dico…

Gesù inaugura una morale nuova che non condanna l’egoismo umano solo nelle sue manifestazioni più eclatanti ed estreme come l’omicidio, l’adulterio, il ripudio della moglie, il giuramento falso. Il male che causa queste gravi trasgressioni è lo stesso male che ritroviamo in atteggiamenti più quotidiani e che saremmo tentasti di sottostimare nella loro valenza di negatività. Gesù non la pensa così.  Egli condanna tutte le scelte sbagliate perché tutte sono bacate dallo stesso egoismo. Certo anche per Gesù il tanto e il poco non sono la stessa cosa. Ma Io vi dico… Egli sottolinea che il male in tutte le pezzature rimane male e deve essere rifiutato  in quanto radicalmente alternativo alla costruzione del regno di Dio. Ma Io vi dico… E’ l’invito che questa settimana vogliamo fare nostro traducendolo in un atteggiamento che Gesù esplicita così: Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e l’ ti ricordi che il tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono. Ma Io vi dico….

 
Commento al Vangelo 06/02/2011
Scritto da Antonio Fossati   
Lunedì 07 Febbraio 2011 08:05

In questo brano Gesù dice una verità forte  sul discepolo che non lascia spazio alle mezze misure. Voi siete il sale della terra, la luce del mondo. Un sale che non sala o una luce che non illumina semplicemente non servono. In positivo la cosa da fare è: risplenda la vostra luce davanti agli uomini. Un fuoco acceso non può non illuminare. Se non illumina vuol dire che il fuoco è spento. Il verbo risplenda dice una luce intensa, quasi accecante ed evoca di conseguenza un fuoco robusto,  abbondantemente alimentato. Fuori parabola Gesù chiede per chi lo segue fondamentalmente due cose: il tanto e il sempre. Una misura scarsa così come la logica dell’ un po’  sì un po’ no non si accordano con l’impegno ad essere discepolo di Gesù. La frase per questa settimana è Risplenda la vostra luce davanti agli uomini. E’ un invito forte a produrre positivo con abbondanza e costanza. Il bene che ne deriva a quelli che ci vedono è un aspetto della carità che la tradizione cristiana chiama da sempre: testimonianza.

Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Febbraio 2011 09:07
 
Commento al Vangelo del 30/01/2011
Scritto da Antonio Fossati   
Lunedì 31 Gennaio 2011 08:43

Beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli. Questa parola apre la pagina delle beatitudini. E’ importante cogliere il misterioso legame che accomuna le singole affermazioni di Gesù. Le beatitudini hanno la forza che hanno perché traducono in proposta di vita gli aspetti fondamentali della personalità e della vicenda storica di Gesù. Gesù è povero, mite, assetato di giustizia, misericordioso, puro di cuore, operatore di pace, perseguitato per la giustizia. Le beatitudini fanno verità sul senso della vita. Ciò che Gesù ha deciso di fare è difficile e costa ma è fecondo. Il discepolo che accetta la logica delle beatitudini ripercorre nella propria storia personale le scelte che Gesù ha fatto e modella la propria vita sulla sua.

L’ideale del cristiano non è una vita facile. L’ideale cristiano è una vita feconda anche se fecondità e fatica vanno normalmente insieme. Punto per punto la pagina delle beatitudini evidenzia il positivo che emerge da una scelta quando questa è segnata dalla logica della croce. Questa settimana allora viviamo Beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli tenendo nel cuore la logica delle beatitudini che è la logica della croce, la logica di Gesù.

Ultimo aggiornamento Lunedì 31 Gennaio 2011 15:39
 
Commento al Vangelo del 23/01/2011
Scritto da Antonio Fossati   
Domenica 23 Gennaio 2011 23:36

Ci siamo abituati a una religione fatta di regole a cui obbedire, di riti da celebrare, di un’ organizzazione da tenere in piedi. Sicuramente tutte queste cose hanno una loro importanza. Non si può fare a meno di una morale, la liturgia ci riporta al cuore del mistero, un popolo di Dio che conta centinaia e centinaia di milioni di fedeli ha bisogno di una solida struttura. Il brano di oggi però ci ricorda che alla radice dell’esperienza religiosa c’è un incontro, una persona. Gesù dice  ai suoi primi discepoli venite dietro a me. E c’è una risposta non fatta di parole subito lasciarono le reti e lo seguirono.  Questo incontro divide la loro vita in un prima e in un dopo. La differenza tra i due momenti è Gesù. Prima Gesù non c’era adesso c’è. Il quanto Gesù c’è nella vita dei primi discepoli come nella nostra è il problema della fede. Fede è una parola che richiama molto il fidarsi. Posso fidarmi di lui  uno, due, cinque, dieci, venti, tutto. Tutti, o almeno molti, credono in Gesù ma di fatto poi ognuno fa scelte  molto diverse. Pietro e gli altri discepoli con il subito lasciarono le reti e lo seguirono ci insegnano una misura abbondante. C’è una parola “triste” che definisce una quantità scarsa: compromesso. La parola di questa settimana è subito lasciarono le reti e lo seguirono. Seguiamo Gesù attimo per attimo modellandoci su di Lui fino alla metà finale, la santità.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Gennaio 2011 15:28
 


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