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Commento al Vangelo del 07/08/2011
Scritto da don Antonio   
Lunedì 08 Agosto 2011 07:36

Racconta Matteo: sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Nella religione non è mai l’uomo che cerca Dio ma è sempre Dio che cerca l’uomo. Nella logica della fede non ha molto senso dire: “non credo” perché è Dio che crede in me e da sempre io “sono cercato”. Coraggio, sono io, non abbiate paura. Questo Dio che mi viene incontro spesso mi fa paura. Lo sento esigente quasi che più c’è lui e meno posso esserci io. Pietro è tentato di camminare da solo sulle acque, di dimostrare che ce la può fare senza l’aiuto di nessuno. L’insuccesso radicale gli fa gridare Signore salvami. Gesù lo rimprovera: uomo di poca fede. La presenza di Dio accanto a me è l’unica possibilità perché la mia vita sia vita in pienezza. Coraggio, sono io, non abbiate paura. Questa settimana vogliamo accorgerci continuamente che Dio ci sta cercando e partire dal suo amore per non buttare nemmeno un attimo della nostra giornata

 
Commento al Vangelo del 31/07/2011
Scritto da don Antonio   
Lunedì 01 Agosto 2011 07:27

Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci.

Da sempre Gesù ha avuto un suo modo di risolvere i problemi che ha trasmesso alla sua Chiesa. Conta più l’amore che uno ci mette che i mezzi che ha a disposizione. Madre Teresa di Calcutta è uno dei tanti esempi in cui, alla sequela di Gesù, si possono salvare tante persone con molta carità e pochi soldi. Spesso la nostra situazione di partenza, nelle varie circostanze della vita, ci trattiene dal metterci in gioco perché ci giudichiamo non all’altezza dei problemi che ci stanno di fronte.

Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci. La Parola deve darci un coraggio inedito. Il coraggio della fede non è l’imprudenza o l’incapacità di valutare una situazione. Io ho da affrontare le sfide che la vita mi mette oggi davanti. Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci.

Proviamo, andando dietro a Gesù, a credere questa settimana alla forza dell’amore più che alla sicurezza che ci danno le cose e buttiamoci ad affrontare le situazioni.

 
Commento al Vangelo del 17/07/2011
Scritto da don Antonio   
Lunedì 18 Luglio 2011 07:18

Il regno dei cieli è simile ad un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Gesù ci racconta in questa parabola il dinamismo della grande storia dell’umanità e della piccola storia di ciascuno. Il regno dei cieli è la realizzazione della storia come Dio l’ha pensata. Alla sequela di Gesù, il discepolo continua a seminare il buon seme. La zizzania c’è e c’è anche si preoccupa di seminarla. Ma questa è la grande novità del Vangelo: il male che gli altri fanno non impedisce a me di fare il bene. Nel grande campo del mondo questo confronto serrato continua da sempre e non è pensabile che abbia un termine in futuro. Quando il bene e il male arrivano a maturità, dai loro esiti ultimi non può non emergere un giudizio di realizzazione o di fallimento. Seminare il buon seme è costruire la vita con la logica di Dio e trasformare la storia in regno dei cieli. Il regno dei cieli a sua volta è la trascrizione nell’umanità del mistero del Verbo fatto uomo. Fare il bene in un mondo dove altri fanno il male è il cuore della religione. Il regno dei cieli è simile ad un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo.

 
Commento al Vangelo del 10/07/2011
Scritto da don Antonio   
Lunedì 11 Luglio 2011 07:03

Il seminatore uscì a seminare. Gesù racconta questa parabola per aiutarci a capire che fine fa la Parola che ascoltiamo tutte le domeniche. Siamo tutti un po’ scandalizzati dagli scarsi frutti che la Parola ha prodotto in noi in tanti anni. Secondo Gesù non si tratta di un problema “di ascolto” ma di un problema “cardiologico”. La sua diagnosi è precisa; il cuore di questo popolo è diventato insensibile. Dire che siamo di fronte a un problema di cuore vuol dire che siamo di fronte a un problema d’amore. Ascoltiamo male e non trasformiamo il messaggio in vita perché non amiamo. Può sembrare una diagnosi troppo generica ma non lo è se pensiamo che i i due grandi comandamenti nei quali, a detta di Gesù, si riassume tutta la Legge e i Profeti (tutta la Bibbia) sono quelli dell’amore a Dio e al prossimo. Solo se amo di più, quando Gesù parla, il mio ascolto è diverso e soprattutto è diverso quello che succede dopo aver ascoltato. Colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto. Questa è la frase proposta per questa settimana. Adesso sappiamo che cosa fare se non vogliamo che la Parola della domenica continui a cadere, nella nostra vita, nel posto sbagliato.

 


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