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la PAROLA 26 MARZO 2017
Scritto da segreteria BVB   
Lunedì 27 Marzo 2017 08:11

"Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo"   IV DOMENICA DI QUARESIMA
Dal Vangelo secondo Matteo Gv 9,1-41
Prosegue il cammino liturgico della quaresima con il Vangelo del cieco nato e la contemplazione di un altro simbolo battesimale, la luce. Si tratta di un brano denso, in cui ritroviamo la forte ironia di Giovanni, con i farisei tutti intenti a negare l'evidenza pur di preservare la loro idea religiosa: "Da' gloria a Dio! Noi sappiamo che quest'uomo è un peccatore" è una frase che ci fa cogliere come si possano distorcere Dio e la realtà in nome di uno schema mentale.
Peraltro, il segno, il dono della vista al cieco, che avviene con un po' di fango spalmato sugli occhi (forse un riferimento alla creazione e alla nostra umile concretezza), risulta lineare. Ne nascono alcuni dialoghi vivaci dove si registra, come nel brano della Samaritana, un progressivo svelamento dell'identità di Gesù da parte del cieco (che si riferisce a lui prima come a un uomo chiamato Gesù, poi come a un profeta, un inviato da Dio e, infine, vi riconosce il Figlio dell'uomo e Signore).
L'apertura degli occhi e l'accoglienza della luce (simbolo così importante per Giovanni) diventano, dunque, immagine della svelamento della verità, del rivelarsi di Gesù come salvatore: "Lo hai visto; è colui che parla con te" è ciò che dice in ultimo Gesù, parlando di sé, a colui che era cieco, con un rimando significativo alla particolare esperienza della salvezza di quest'ultimo.
"Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo": la frase è la constatazione di un fatto, di un passaggio dalla negatività a una situazione rinnovata ed è, con la sua limpidezza, la cifra della storia di un cieco che torna a vedere e di tanti che, presumendo di vedere bene, si rivelano immersi nelle tenebre.

 
la PAROLA 19 MARZO 2017
Scritto da segreteria BVB   
Lunedì 20 Marzo 2017 08:59

"Sono io, che parlo con te"  III DOMENICA DI QUARESIMA
Dal Vangelo secondo Matteo Gv 4,5-42

Con il brano dell'incontro tra Gesù e la donna samaritana presso il pozzo di Giacobbe ha inizio il percorso quaresimale tipico di questo anno liturgico, con i grandi simboli battesimali dell'acqua, della luce, della vita, che ritroveremo poi nella Solenne Veglia e nella Pasqua.
Il brano, molto ricco, parte con la domanda di Gesù, che chiede da bere alla donna, facendosi bisognoso e mettendosi da giudeo sullo stesso piano di lei, una donna di Samaria, e come tale considerata lontana da Dio. Il dialogo che ne scaturisce porta a un progressivo svelamento di Gesù, dalla sua considerazione iniziale ("Se tu conoscessi il dono di Dio") alla piena affermazione della sua identità messianica ("Sono io, che parlo con te"). È un dialogo che mette in risalto le attese della samaritana e ne vince la ritrosia e la cecità spirituale, manifestando Gesù come termine delle nostre umane ricerche. La donna, poi, lasciata al pozzo l'anfora che prima pareva così essenziale, va in città a raccontare l'incontro con Gesù, diventandone testimone.
Tutti abbiamo sete e, al di là delle apparenze, necessitiamo di acqua viva. Non v'è realtà umana troppo arida da non potersi bagnare o, viceversa, così colma d'acqua, che non abbia bisogno di abbeverarsi a questa fonte, Gesù.
Come comunità cristiana siamo anche noi sempre chiamati a condurre a questa sorgente, certi delle nostre fragilità e di essere noi i primi assetati (colpisce in questo senso, nel brano, la meraviglia e l'incomprensione dei discepoli) e certi di essere, come testimoniano le parole degli abitanti della città nei confronti della donna, solo un tramite per l'incontro con il Salvatore del mondo.

 
la PAROLA 12 MARZO 2017
Scritto da segreteria BVB   
Lunedì 13 Marzo 2017 09:33

"E li condusse in disparte, su un alto monte"    II DOMENICA DI QUARESIMA
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 17, 1-9

La seconda domenica di quaresima ci fa compiere un salto temporale all'interno del Vangelo di Matteo, passando dal deserto delle tentazioni, dai primi passi del ministero pubblico di Gesù, al monte della trasfigurazione, nel cuore del suo cammino. Deserto e montagna: luoghi molto diversi tra loro, eppure entrambi luoghi di vicinanza e di incontro con Dio. Gesù conduce in disparte tre suoi discepoli, rendendoli testimoni della sua trasfigurazione, cioè del mutamento delle sue sembianze visibili: il suo volto brilla di una luce interiore, e così le sue vesti. Il monte, la luce, la nube luminosa (simbolo della presenza divina), l'apparizione di Mosè ed Elia sono tutti segni che richiamano l'Antica Alleanza e l'esperienza dell'Esodo e del Sinai in particolare: in Gesù se ne ha il compimento, cioè la continuità, portata però alla sua pienezza.
La voce che dalla nube indica il Figlio, l'amato, sembra essere quasi una risposta a distanza alle parole insinuate dal tentatore nel deserto ("Se tu sei Figlio di Dio"), ma soprattutto riprendono quelle risuonate nel battesimo di Gesù, a cui si aggiunge il comando: "Ascoltatelo!". L'ascolto caratterizza il discepolo ed è ciò che lo porta a seguire la Parola fatta carne fino in fondo, fino alla croce, fino alla Pasqua anticipata dalla trasfigurazione. Al timore che sorge nel cuore dei tre discepoli, come in altre pagine di Matteo, risponde Gesù, che invita loro e noi a scendere dal monte e a portare l'esperienza vissuta nella quotidianità.

 
QUARESIMALI 2017
Scritto da segreteria BVB   
Venerdì 03 Marzo 2017 15:57

Quaresima 2017  b.co nero

Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Marzo 2017 15:58
 


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