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ASSUNTA 2017
Scritto da segreteria BVB   
Giovedì 03 Agosto 2017 14:29

FOTO2 X SITO15 AGOSTO

FESTA DELL'ASSUNTA E DELLA NOSTRA COMUNITA' PASTORALE

Al Santuario del Bisbino S. Messe ore 10.30 e ore 12.00

Vespri ore 15.30

All' esterno del Santuario sarà allestito il tradizionale banco vendita

 
la PAROLA 13 AGOSTO 2017
Scritto da segreteria BVB   
Giovedì 03 Agosto 2017 14:20

"Uomo di poca fede, perché hai dubitato?"    XIX DOMENICA T.O.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 14, 22-33)
Dopo le parabole che ci hanno mostrato la realtà del regno di Dio, dopo la festa della Trasfigurazione che ci ha introdotto alla logica della croce, il tempo ordinario continua ora con alcune domeniche che hanno al centro la dinamica della fede, che interpellano la risposta del discepolo.
L'episodio raccontato da Matteo segue la moltiplicazione dei pani: Gesù ordina ai suoi di precederlo dall'altra parte del lago e, congedata la folla, si ritira a pregare solitario. Una tempesta mette a dura prova l'esperienza dei discepoli, e quando vedono Gesù venire verso di loro camminando sulle acque, sono presi dalla paura più totale. Lo slancio di Pietro sembra fallire per timore del vento e, all'invocazione dell'apostolo ("Signore, salvami!") segue un nuovo intervento del Maestro ("Uomo di poca fede, perché hai dubitato?").
La fede comporta sempre un duplice movimento: c'è Dio che si avvicina a noi, ci siamo noi chiamati ad andare verso di Lui. Il nostro cammino, il nostro slancio è spesso scosso dalle tempeste della vita. Se la fiducia si incrina, se non si dà credito alla forza di Dio, rischiamo di affondare in balia delle nostre paure. È solo la Parola del Signore che porta il discepolo a camminare sul lago, quando la si ascolta con fede. È solo la potenza di Dio che calma ogni tempesta.

 
la PAROLA 6 AGOSTO 2017
Scritto da segreteria BVB   
Giovedì 03 Agosto 2017 14:19

"Ascoltatelo"    TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE
dal Vangelo secondo Matteo (Mt 17, 1-9)
La festa del 6 agosto, la Trasfigurazione del Signore, irrompe quest'anno nel ritmo delle domeniche del tempo ordinario, prevalendo su di esse e costituendo anche per noi, proprio come per Pietro, Giacomo e Giovanni, una sorta di sospensione, una "finestra" che si apre sulla Pasqua e si richiude per farci tornare alla quotidianità.
In effetti, occorre leggere questa pagina tenendo presente ciò che subito la precede nel Vangelo di Matteo (e che noi leggeremo tra poche domeniche): Gesù annuncia la sua imminente passione, la sua croce, e i discepoli, che hanno riconosciuto in lui il Cristo, accettano questo destino con molta perplessità. Non hanno ancora compreso, infatti, come la croce possa nascondere anche la gloria, la vita. Per questo Gesù fa loro sperimentare un "anticipo" della Pasqua, segnalato dalla luce, dal candore, e anche dai numerosi riferimenti all'Antica Alleanza, di cui Gesù, morto e risorto, è il compimento definitivo: il monte, la nube luminosa (che con il suo contrasto indica Dio che rivela e nasconde la sua gloria, proprio come nella croce), Mosè, Elia, il volto raggiante, le capanne.
Su tutto, si leva una voce dalla nube, dal Padre: "Ascoltatelo".
La Trasfigurazione è qualcosa che si vede, ma la voce chiede di ascoltare: la Parola è la mediazione di tutta la realtà divina, è ascoltandola che possiamo "vedere" la gloria di Dio, non per fermarci, allora, ma per "scendere dal monte" e riprendere la strada del discepolo, la strada della croce. Con una speranza nuova.

 
la PAROLA 30 LUGLIO 2017
Scritto da segreteria BVB   
Lunedì 31 Luglio 2017 07:49

"Va, vende tutti i suoi averi e la compra" XVII DOMENICA T.O.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,44-52)
Trovare, andare, vendere, comprare. Questi semplici verbi, che tornano due volte in poche righe, scandiscono ciò che nelle piccole parabole del tesoro nel campo e della perla preziosa appare essenziale: l'incontro con Gesù e con la sua Parola invita ad una rinuncia per ricavarne un guadagno. Sia il contadino sia il mercante di perle vendono tutti i loro averi (che sia poco, nel caso dell'agricoltore, o tanto, nel caso del commerciante, non importa) per acquistare qualcosa di ancora più prezioso; quella del discepolo non è una rinuncia motivata dal sacrificio, ma dalla gioia di aver trovato, similmente alla gioia del contadino che vende tutto, perché sa che il tesoro nascosto sta per cambiargli la vita. Il distacco da qualcosa, la vendita nella parabola, è ciò che consente al tesoro di essere nostro e, dunque, anch'esso è vissuto nella gioia. Ad essere centrale, allora, non è il distacco stesso, ma un nuovo possesso che, in chiave evangelica, diventa l'essere posseduti, l'appartenere interamente al tesoro vero, Gesù stesso, la sua Parola, la sua salvezza. Il contadino e il mercante si comportano in modo condivisibile di fronte alla fortuna occorsagli; allo stesso modo dobbiamo fare noi discepoli di fronte alla fortuna dell'incontro con Gesù.

 


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